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Le Borse di oggi, 22 ottobre 2021. Listini in recupero dopo i record di Wall Street, Evergrande schiva il default

MILANO – I future sui listini europei si portano in positivo dopo i record segnati da Wall Street e la seduta positiva in Asia.

Sui mercati orientali, in particolare, l’umore è migliorato al tono delle notizie provenienti da Evergrande: ha pagato gli 83,5 milioni di dollari di coupon sul bond offshore in dollari scaduti il 23 settembre: la mossa, riferisce il Securities Times in base a quanto ha appreso, ha evitato il default di un soffio visto che i 30 giorni di tolleranza sarebbero scaduti domani. L’operazione sarebbe stata effettuata attraverso un conto Citibank.

Chiusura di settimana in rialzo per la Borsa di Tokyo, trainata da dati economici positivi e gli sforzi per la riapertura delle attività. L’indice Nikkei avanza dello 0,34% a 28.804,85 punti. Il Pmi manifatturiero giapponese è cresciuto fortemente a ottobre sostenuto dall’aumento degli ordini di esportazione. Molto bene anche il pmi servizi, che si è ampliato per la prima volta da gennaio 2020 sulla scia delle progressive riaperture dell’economia e con il calo dei casi di coronavirus. Anche l’inflazione a settembre è diventata positiva, riflettendo l’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi delle materie prime.

Il rendimento dei Treasury decennali è sceso sotto l’1,7%, restando comunque ai livelli più elevati delle ultime settimane in vista della riduzione degli acquisti di bond da parte della Federal Resreve, con le aspettative di inflazione che sono ai massimi da molti anni: nel pomeriggio italiano è attesa una apparizione pubblica del governatore Powell. Intorno alla Bce, intanto, tra gli economisti osservati da Bloomberg monta l’aspettativa per un adeguamento dei meccanismi di acquisto di titoli che dovrebbe accompagnare la riduzione dei volumi per poter assicurare maggior flessibilità all’Eurotower.

Snap, la società a cui fa capo l’app dei messaggini che spariscono Snapchat, crolla a Wall Street, dove arriva a perdere il 30%. A pesare è la trimestrale che ha mostrato ricavi in rialzo del 57% a 1,07 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 1,10 miliardi. L’utile per azione si è attestato a 17 centesimi, sopra gli 8 centesimi previsti dal mercato. I ricavi sotto le attese sono l’effetto delle modifiche sui dati introdotte da Apple e il loro effetto sulla pubblicità. Dalla presentazione dei conti sono anche emersi timori sul fatto che la crisi globale delle forniture possa portare contraccolpi anche sugli investimenti pubblicitari.

I prezzi del petrolio recuperano ma restano in calo sui mercati asiatici nell’ultima sessione della settimana per le previsioni più miti dell’inverno negli Stati Uniti. Secondo il National Oceanic and Atmospheric Administration, l’inverno negli Usa sarà più caldo della media. Questo ha interrotto un rally che ha portato i prezzi a un massimo di tre anni sopra gli 86 dollari al barile all’inizio della sessione di ieri, a causa dell’offerta ridotta e per l’energy crunch. Stamani i future sul Brent recuperano in parte le perdite e cedono lo 0,52% a 84,18 dollari al barile, il Wti perde lo 0,40% a 82,18 dollari.

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